Fabio Frau: CHIELEMIEORE

Fabio Frau - chielemieore - cover

paesaggio / scultura sonora. 2001/2002.

Montaggio in digitale a cura di Marco Giaccaria.

CHIELEMIEORE è un disco, un oggetto, un contenitore di suoni; i suoni raccolti siamo noi e ciò che ci circonda che, "trasmutati in forma", divenuti Altro, sono Arte, Arte aldilà di ogni materia, di ogni limite imposto, se non ciò che noi siamo in quel preciso istante; l'attimo che si ripete identico eppure diverso a sé stesso.
CHIELEMIEORE è un "segmento fonema", è un "segmento sonoro", è la ripetizione incondizionata dell'indifferenza.
CHIELEMIEORE è un opera in cui soggetto e oggetto trovano la loro giusta collocazione, in cui la forma espositiva non è altro che il contenuto, è un'opera in cui l'ambiente è l'opera che "le nostre orecchie", "le mie orecchie", non sentono. Cosa è la sovrapposizione incondizionata del quotidiano, della generica moltitudine in movimento, cosa è l'irrazionale - razionale "frastuono" che ci circonda? Cosa sentono le nostre orecchie? Cosa ascoltano le nostre orecchie?
CHIELEMIEORE è un'opera paradigmatica proprio perché propone il confronto dell'udito con l'ascolto, dell'oggetto con il soggetto, del mondo con noi stessi.
CHIELEMIEORE è la registrazione ripetuta nello spazio e nel tempo di un percorso in cui l'apprensione della molteplicità sonora circostante (al soggetto - oggetto) svela la sua complessità fenomenica e si scontra a posteriori con l'indifferenza della routine, con l'abitudine, con l'incoscienza sonora.
CHIELEMIEORE è pertanto un'opera che nasce da un'intenzionalità artistica forte, ma che, paradossalmente, è il frutto del mondo oggettivo che il soggetto è incapace di cogliere, anche se ripetuto, anche se perennemente presente o forse proprio perché ripetuto, proprio perché perennemente presente.
CHIELEMIEORE rispecchia quindi l'obiettività dei suoni, nei limiti delle capacità tecniche del mezzo utilizzato ai fini della registrazione, ma esprime soprattutto l'ambiente sonoro dell'artista che, essendosi svuotato, nell'apprensione impersonale della tecnica, aspira all'assorbimento dell'ambiente nella sua totalità.
Torino, maggio 2002 - Salvatore Cubeddu